I lavori di Marjan Derksen
scelti dal pubblico di
Slow Art


La forza e la fragilità di Maria Callas, la convivenza tra gioia e dolore come due faccie della stessa medaglia, il rapporto tra essere e apparire. Tutti temi presenti nell'opera di Marjan Derksen e ampiamente discussi dagli ospiti della Giornata Internazionale di Slow Art presso ARTROM Home Gallery.

marjanderksen

Mother Mary - Maria Callas 2010,
tecnica mista su tela, 140 x 100 cm  

La tela Mother Mary - Maria Callas è stata oggetto di quanto amiamo chiamare osservazione consapevole di un'opera da arte. L'osservatore ha immediatamente collegato il lavoro della Derksen a quello poco prima analizzato di Angela Hennessy. Mentre per l'artista inglese era emerso come gli oggetti rappresentassero la superfice e la vera storia fosse nello sfondo astratto, qui è stato evidenziato il contrario. Nei lavori della Derksen sono gli oggetti simbolo di superficialità, pizzi, pailettes, tappi di champagne a creare la sostanza, a permettere ai soggetti delle tele di uscire dalla bidimensionalità.
Nell'opera Mother Mary - Maria Callas è stata sottolineata la forte ambivalenza presente anche nel titolo. Aureola d'oro sulla testa e carta di champagne dorata come ornamento del vestito. Sacro e profano convivono.
Ma la donna rappresentata non ha corpo. Ha un viso, ha delle mani in atto di preghiera e poi scompare dietro ad un tulle rosso. Il bisto è rappresentato da un cuore anch'esso rosso che appare come plastoca bruciata, pieno di pieghe, pesante. Il vestito invece è leggero, aereo, inconsistente. Sotto la donna scompare.
Il tutto su uno sfondo di un onnipresente rosso che richiama alla mente le linee di Pollock. Un filo rosso che sembra non finire mai, e ci riporta verso un ingarbugliato filo di Arianna, verso un labirinto dal quale forse è impossibile uscire.

 
mariacallas

Stairway to Heaven? - The Weddingdress of Maria Callas
2011,
tecnica mista su tela, 100 x 180 cm

Stairway to Heaven? - The Weddingdress of Maria Callas è stato presto preso in esame per essere rapportato al precedente lavoro su Maria Callas. Anche in questo il corpo è assente. Solo il volto e la mano denotano la presenza umana completamente sommersa da pizzi, merli e cristalli. E' stato evidenziato anche come la donna sembra apparire tra le quinte di una scena teatrale. Lo spettacolo prende il sopravvento e l'essere umano perde la sua profondità in nome dell'apparenza. Così per Maria Callas.

lips

My Lips are Irresistible Red - I tasted Red I could not Resist, 2005,
tecnica mista su tela, 106 x 86 cm  

La bocca parla, la bocca ride, la bocca ama e soffre. Espressione di sentimenti e mezzo di comunicazione tra l'interno e l'esterno. Questa grande bocca della Derksen ha suscitato l'inetersse di diversi ospiti della galleria. Ha toccato profondamente durante l'Artist Talk dell'artista, è stata oggetto per un racconto durante lo Story Telling e poi nuovamente scelta per lo Slow Art.
Durante la condivisione dello Slow Art l'artista che lo ha scelto ha analizzato l'opera da un punto di vista di piacere sensoriale e al tempo stesso di ricerca dei simboli. Il testo che circonda la bocca è apparso come un'infinità di parole. I pezzi di vetro tra le labbra sono stati visti come sofferenza, confermata dalle sgocciolature rosse rassomiglianti ad un flusso di sangue. Ma la bocca non è solo ferita, ci sono piume rosse , morbide a rappresentare momenti di piacere.