slowart

SLOW ART con le opere di ZEFRAM

zefram

Timekeepers
stampa Lambda su Gatofoam, 40 x 60 cm, 450

L’opera con le sue tonalità fredde è stata scelta per un’osservazione consapevole durante l'incontro di Slow Art del 30 Ottobre 2013 all'interno della mostra Keeping in Touch III presso ARTROM Home Gallery.

Una distesa di acque grigie, e in lontananza una costa pietrosa. Un viaggio verso l’inconscio dove le sfere blu, riflettendosi sull’acqua diventano simboli di quanto è cosciente ed emerso, mentre le aste rosse nascondo qualcosa che resta invisibile.
La collocazione degli elementi suggerisce all’osservatore una strada, un percorso possibile e lui si identifica con la sfera centrale che appare pronta a percorrere tale strada. Eppure il cammino sembra interrotto, sbarrato dalla catena rocciosa della riva opposta.  Lì le nuvole del cielo sembrano però aprirsi e suggerire nuovamente la strada verso un’altra dimensione più alta. Incontrandosi terra e cielo si armonizzano con l’assemblaggio creato dall’artista e la strada segnata nell’acqua riprende tra le nuvole.
L’osservatore rimane catturato dalla grigia superficie dell’acqua che lo riporta ad una demarcazione tra conscio ed inconscio dove qualcosa emerge rispecchiandosi, e altro resta nascosto.

Nella condivisione è emerso l’interessante richiamo alla famosa scena del film Aleksandr Nevskij di Sergej Michajlovi? Ejzenštejn. Le sfere, ora associate ad elmi si scagliano nel combattimento finale contro lo schieramento nemico all’orizzonte (la scogliera) il tutto avvolto dal freddo candore del ghiaccio.

 
zefram

Fishing the Great Love in our Confused Life
stampa a solventi su forex, 100 x 70 cm, 600

Un’opera di forte impatto visivo, scelta per un’osservazione consapevole durante l'evento di Slow Art del 30 ottobre 2013 presso ARTROM Home Gallery.

I salvagente gialli volano nell’aria e rotolano sulla terra con la duplice potenzialità di allontanarsi dall’osservatore o sommergerlo arrivandogli addosso. Un duplice valore sottolineato dalla presenza della pescatrice che forse tenta invano di lanciare l’amo nel caos creato dalle ciambelle, ma al tempo stesso potrebbe essa stessa guidarle con una canna che volendo diventa frusta da domatrice.
Questa ambivalenza porta l’osservatore a considerare la vitalità dell’opera dove a seconda dello stato d’animo si trova complice o vittima, vive la festa circense o il pericolo del caos che lo sovrasta.
Un’opera che pertanto ha in sé l’evidente potenzialità del cambiamento, e lo schiacciante smascheramento di come ogni apparenza possa essere se stessa e il suo contrario dipendendo dallo sguardo dell’osservatore.
Zefram mostra il reale attraverso l’irreale che è a sua volta creato dal reale stesso in un dialogo sul confine tra l’assolutismo del mondo fisico e l’individualismo delle percezioni.