Non è una tela incorniciata e illuminata in qualche museo a sostenere l’espressività artistica, ma la strada, i suoi muri, gli spazi comuni. L’arte scende dal piedistallo e entra a contatto con il popolo, prende la metro, viene sporcata, arsa dal sole estivo e bagnata dalla pioggia. Forse verrà cancellata, ma resterà nei ricordi, nella forza di un movimento artistico, nella storia personale di chiunque l’abbia incontrata. Arte è anche questo: lettura personale di un gesto creativo, non opera finita, ma esperienza in continuo divenire.
Mi appare con forza il concetto di arte sempre più svincolato da un oggetto materico e la Street Art, (come l’arte partecipativa, il site specific, l’arte effimera, le performances…) ne è chiaramente un’importante testimonianza.

Ci tengo ad andare a vedere la parte dedicata al writing romano. Adolescente negli anni ’90 ho vissuto, come molti romani della mia generazione, quel momento di street art ancora nascente, ancora legato alle ore notturne, al bandana sul viso e le bombolette nascoste negli zaini. I miei amici graffitari aspettavano la chiusura della metro seduti sulle panchine guardando i treni passare, uno dopo l’altro, senza mai salire. Per noi la street art è nata così, nell’attesa silenziosa, nel bisogno di evasione, nella ricerca di nuovi spazi per la propria creatività, nella necessità di lasciare il segno su metropoli così immense, città pronte a divorarci, a farci scomparire nel nulla dell’anonimato.


E così passo al piano superiore dove trovo l’allestimento di Christian Omodeo, nome legato alla prima mostra di Writing allestita fuori dagli USA nella Galleria Medusa di Roma nel lontano 1979. Da allora Omodeo ha continuato a seguire gli sviluppi di questa forma d’arte fondando a Parigi Le Grand Jeu, agenzia e bookstore di urban art. La mostra racconta quindi il fenomeno del Writing romano dal 1979 al 2017 sottolineando l’importanza e l’unicità, a livello internazionale, del fenomeno nella nostra Capitale.
Scopro che Roma non è rimasta impantanata nella sua immagine di culla dell’arte romana, scrigno di tesori classici e neoclassici, ricca di interesse e fascino legato al mistero di tempi antichi, non si muove solo sugli interessi storici e turistici legati all’arte sacra rinascimentale, a nomi quali Michelangelo e Caravaggio, al barocco del Bernini e del Borromini. L’arte a Roma è viva anche oggi. Anche se ha un passato importante e lo sguardo internazionale cerca principalmente questo, dalla strada la risposta contemporanea è viva. Sfida sicuramente difficile, ma vinta. E se gli scavi per nuove linee di metropolitana procedono tra i continui interventi degli archeologi i vagoni intanto sfrecciano pieni di colori!