MARTINA SCARLATA2026-03-19T17:13:15+01:00

MARTINA SCARLATA

LA FORMAZIONE

Laureata in pittura all’Accademia di Belle Arti di Palermo, Martina Scarlata porta avanti un percorso che si muove nel settore dell’illustrazione con una particolare attenzione a quella per l’infanzia e al mondo fantasy. Nel suo percorso ritroviamo anche uno studio approfondito sulla simbologia dei Tarocchi e l’arte divinatoria.

LA TECNICA

La tecnica di Martina Scarlata si muove tra la pratica accademica e la sperimentazione personale. Dal disegno classico, all’illustrazione a inchiostro di china e pennino legata ai suoi studi di illustrazione, all’uso di materiali provenienti da una ricerca personale come i carboni mescolati ai pastelli, o gli inchiostri creati con fondi di caffè di cicoria e vodka, o ancora le tinture di te e caffè. Dalla linea pura, pulita, che mostra una padronanza della conoscenza delle forme e dell’anatomia dei corpi, alla macchia che volutamente sporca e confonde e ci porta verso una poetica più contemporanea. I temi del gotico ritornano nel suo lavoro mostrando un interesse per forme architettoniche legate a immaginari fiabeschi nord europei e elementi naturali quali boschi intricati, filamenti arborei e radici. Ed è proprio l’intreccio, i filamenti che mescolandosi danno forma, una delle cifre distintive del suo lavoro. Li ritroviamo nelle lettere dell’alfabeto dei draghi, ispirato alle lettere illuminate medievali e ricco di richiami simbolici, li ritroviamo nelle illustrazioni dove i boschi con i loro rami intricati sembrano prendere personalità. Troviamo ancora questi filamenti in relazione al corpo umano dove l’intreccio tra questo e il mondo vegetale dà forma, ricollegandoci visivamente alla nostra origine più antica, quando non sussisteva una separazione tra Natura e Cultura. Questa tecnica che permette alla figura umana di emerge dall’intreccio di rami e radici, che inevitabilmente richiama alla struttura anatomica formata dall’intreccio di nervi, tendini, vene, vasi linfatici… nasce da uno studio sugli Arcani Maggiori dei Tarocchi che ha segnato profondamente il percorso dell’artista tra ricerca materica e simbolica.

LA RICERCA CREATIVA

Il mondo del simbolo accompagna la ricerca espressiva di Martina Scarlata percorrendo il suo lavoro sia nelle opere dove è più prevedibile incontrare simboli, come ad esempio negli Arcani dei tarocchi, che in lavori più leggeri dove il simbolo diventa parte di un gioco di scoperta che porta l’osservatore a soffermarsi sulla fascinazione del dettaglio. La ricerca simbolica più approfondita nel lavoro di Martina riguarda i suoi studi sugli Arcani Maggiori dei Tarocchi. Qui ogni carta è riletta e nuovamente interpretata dall’artista che sceglie di inserire le figure degli Arcani all’interno di un contesto naturale con chiari rimandi a un mondo fantasy a lei caro. La Papessa, con il suo libro tra le mani, appare senza un volto delineato, seduta su una falce di luna e circondata da un blu intenso tendente al nero. Ai suoi lati due tronchi, come colonne, si ricoprono di un intricato intreccio verde, simbolo di vita che si va creando tra i principi del maschile e del femminile. La sua veste si confonde con le radici del suolo e sopra la sua testa i rami proseguono l’intreccio. Dall’oscurità emerge la conoscenza. Gli Arcani di Marsiglia, riletti dagli studi della Scarlata, si spingono verso il mondo celtico e il simbolismo legato alla mitologia greca.  Così nell’Arcano della Papessa appare l’edera, sacra ai celti come simbolo di immortalità, e i melograni cari al mito di Persefone.

FOCUS ON

LA SCELTA DEI COLORI NEI LAVORI DI MARTINA SCARLATA

Leonora Carrington sosteneva che ogni arcano dei tarocchi fosse “un camaleonte”: un simbolo capace di mutare secondo lo sguardo di chi lo interpreta. Non portatore di una verità univoca, ma specchio attraverso cui il veggente coglie ciò che affiora dal consultante. Martina Scarlata fa sua questa definizione e del camaleonte recupera anche gli aspetti cromatici: l’importanza di essere in grado di cambiare colore. Lo studio della cromatologia, la storia dei pigmenti e il valore simbolico delle tinte confluiscono in opere dove nulla è lasciato al caso e il colore narra quanto la figura. Le sue palette, sempre meditate, accompagnano tanto le riletture degli Arcani Maggiori quanto le illustrazioni dedicate ai miti nordici o alla fiaba.

Nell’illustrazione Invocazione di Apollo, realizzata per la rivista Luna Nuova Magazine, le gradazioni della grafite evocano la ritualità del gesto creativo, ancora oggi affidato alla matita. Il gesto divino e quello individuale si sovrappongono, restituendo il potere generativo e trasformativo della mano, suggerito proprio dalle sfumature grigie.

Anche negli Arcani la costruzione formale è sostenuta da scelte cromatiche precise. Nel Matto dominano colori luminosi: gialli e verdi definiscono il fondo e trasmettono energia vitale e dinamismo, propri dell’Arcano che apre e chiude il mazzo. Nella carta dell’Eremita invece troviamo tinte più scure, diverse tonalità di marroni e solo un accenno di giallo chiaro e d’oro a simboleggiare un invito all’introspezione e alla ricerca della luce interiore che silenziosamente è già contenuta nell’ambiente esterno, ma che appare visibile solo a uno sguardo attento.

La stessa attenzione la ritroviamo nelle illustrazioni per l’infanzia. Nella storia di Cappucetto Rosso ad esempio la forma rossa della bambina emerge da un fondo blu azzurro che riporta alla dimensione onirica del mondo delle fiabe e del racconto orale. Qui l’immagine del lupo si fonde cromaticamente a quella dei tronchi degli alberi e delle radici, a simboleggiare l’unione del mondo naturale contrapposto a quello culturale della piccola protagonista.

CONTATTI ARTISTA

Martina Scarlata vive e lavora in Sicilia ed è attiva a Roma con il Collettivo degli Artisti di Monte Mario.

ARTICOLI DI ARTPLATFORM SU MARTINA SCARLATA

Torna in cima