Nato sulle sponde del Lago di Como, Emilio Alberti forma il suo sguardo seguendo le increspature e i bagliori dell’acqua. Figlio di un falegname passa lunghe giornate nella bottega del padre affascinato dal potere delle mani dell’uomo capaci di trasformare la materia. E’ in quegli anni che va nascendo in lui la curiosità e l’interesse per l’alchemico equilibrio tra immaginazione e manualità, sguardo e materia, che caratterizzano tutt’oggi la sua ricerca creativa. Nella bottega del padre, giocando con scarti di lavorazione, realizza le sue prime inconsapevoli sculture.

Emilio Alberti, a filo d’acqua

Lo sguardo sull’acqua e le mani sul legno sono le prime esperienze sensoriali che lo condurranno verso una ricerca creativa ricca e poliedrica, in ascolto dei materiali, della loro storia e della loro capacità d’interazione e trasformazione.

Ad affiancare il legno arriva presto il mondo minerale, con la sua capacità di metamorfosi grazie all’incontro con acqua e fuoco nella creazione delle terracotte, ma anche con la sua impermeabile durezza nei marmi, studiati nelle botteghe degli scultori di Pietrasanta. L’elemento terra ricco di minerali si offre alla mano dell’artista e alla sua tecnica, aprendogli la strada verso numerose sperimentazioni con stucchi, allumini e colori. Ma la terra è anche elemento metaforico che si apre a innumerevoli letture sul piano filosofico concettuale: terra come radici, come identità culturale, come territorio fatto di confini fisici o mentali; terra come luogo d’incontro e arena di esperienze; controparte dialettica dell’acqua, vista e sentita anch’essa come origine e come sentiero di comunicazione, come mistero in cui perdersi o abisso inconscio in cui ritrovarsi.

presentazione dal catalogo della mostra personale Dopo la Tempesta, edito da Comel Edizioni.

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