Nella conversazione con gli ospiti della Home Gallery Luca Giannini ha presentato il proprio percorso artistico individuando nel rapporto tra arte e scienza il filo conduttore della sua ricerca. Come avveniva nel passato dove queste due discipline convivevano ed erano l’una approfondimento dell’altra, oggi Luca fonde nel suo lavoro una lucida conoscenza scientifica della materia e della sua struttura chimica con uno spirito artistico sperimentale che lo vede maestro nell’utilizzo di diverse tecniche e materiali. Il tutto è mosso da un percorso di ricerca spirituale che attinge ad elementi delle tradizioni mistiche ed alchemiche.

Luca Giannini, Trinità

All’interno del calendario di eventi collegato alla mostra Tutte le Strade, Luca Giannini ha presentato i suoi lavori in mostra: Studio per Hercules, Oceano di Rame, Fuoco e La distrazione di Dio.

Luca Giannini, studio per Hercules

Ogni opera segna un passaggio nella ricerca creativa e materica dell’artista. In Studio per Hercules ci accostiamo al progetto “Ferro-56”. Il Ferro-56 per una stella è un confine, un punto di non ritorno, un crocevia tra contrari: morte ed espansione per dare nuova vita.
Il ferro è l’elemento più stabile che può prodursi con reazioni esotermiche di fusione nucleare, in una catena che partendo dall’idrogeno. passa per elio berillio carbonio ossigeno neon magnesio silicio zolfo cloro calcio e nichel.
Quando si forma il ferro-56, solo una stella con massa sufficiente si contrarrà aumentando di temperatura, trovando l’energia per sintetizzare gli elementi più pesanti, ed in seguito si espanderà improvvisamente esplodendo come supernova, inseminando l’universo e l’uomo, che di questi elementi è composto.
Hercules
, la costellazione di Ercole, le mitiche colonne che nell’antichità segnavano il confine del mondo conosciuto. Il pensiero di Luca Giannini porta ad un’opera che racconti le nostre origini, di cui si è persa memoria e che suggerisca all´uomo di oggi, corroso e pesante, il cielo che lo sovrasta e le sue nuove colonne d´Ercole.

Nella mostra è esposta l’opera fotografica Fuoco, legata a un progetto che  nasce da una serie di riflessioni e letture riguardanti la costante domanda umana su cosa sia la realtà. Da sempre l’uomo si è posto questo interrogativo e le cosmologie come la scienza da sempre provano a darne una risposta.

Da questa domanda nasce la serie di 5 fotografie di cui Fuoco fa parte. Sono fotografie scattate in un ambiente domestico quotidiano, quindi teoricamente riconoscibile. Tuttavia esse rivelano aspetti nascosti delle cose, così come l’essenza della realtà è nascosta alla normale osservazione. Ciò che sembra, forse non è.

Luca Giannini, fuoco

Fuoco è un santuario dedicato al sole, un calendario sacro, un’antica mappa di stelle? O semplicemente acqua che bolle in una pentola? Terra è forse un resto di un antico sito megalitico, l’orologio del tempo, il rapporto incrinato tra Uomo e Pianeta? O solo un vecchio vaso rotto in disuso?

Con La Distrazione di Dio le domande si spostano ancora su un’altro piano. Il male del mondo è una distrazione di Dio, o è una distrazione dell’uomo? Ciò che appare come distorto, un errore del destino, una indifferenza superiore, e’ forse invece una prospettiva sbagliata di percepire la realtà, uno sguardo fuori centro?
L’albero della vita, un Dio distratto mentre l’uomo peccava, o un Principio che ha creato la libertà nell’Universo, come base per poter fare esperienza?

Luca Giannini, la distrazione di dio

Sette linee come raggi che dal Cosmo fecondano la Terra, il maschile che si unisce al femminile. Sette, come i pianeti alchemici, come i chakra indiani, come i giorni della Creazione nella Genesi. Tutto genera un’armonia nella quale non sembrano esserci distrazioni…