Un bando per ricreare il volto sconosciuto di Giulia Farnese? Un richiamo al quale Mirella Rossomando non può resistere. Artista che si muove da anni seguendo le biografie di donne che per forza e bellezza hanno assaggiato i dissapori della vita, e che per determinazione e intensità d’animo hanno affrontato le sfide di un quotidiano incentrato sul maschile, Mirella Rossomando ha nelle sue corde la capacità di raccontare storie cogliendone quei tratti essenziali che si caricano di simbolismo e ci lasciano attoniti davanti allo stupore e alla ricchezza della sintesi. Le sue eroine sono frequentemente donne consapevoli del loro valore, della loro bellezza e del legame che può esserci tra forza e delicatezza, tra gusto estetico e profondità d’animo.
Si raccontava che fosse bellissima Giulia Farnese, ma non sono stati conservati suoi ritratti a causa della damnatio memoriae che le fu inflitta per volontà del fratello. Donna di nobile famiglia fu da giovane l’amante del papa Alessandro Borgia. Divenne poi la reggente della città di Carbognano che governò con saggezza conquistando l’amore dei cittadini che ancora oggi ne fanno motivo di vanto. Salito al trono papale il fratello, con nome di Paolo III, ne decretò la damnatio memoriae proprio per via della sua giovanile relazione con il papa Borgia.
Mirella Rossomando ce la presenta intenta a guardarsi allo specchio. Ma il suo viso è vuoto, nessun tratto, né occhi, né naso, né bocca: un’immagine cancellata. Il volto appare invece sullo specchio come se fosse stato catturato in un segreto dialogo con la donna e la sua immagine, per essere preservata, fosse stata affidata a una sorta di incantesimo che la renderà visibile solo a lei, in quella che è la reale e intima conoscenza che ognuno ha di sé stesso. Eppure l’immagine dello specchio si volta e l’artista sceglie di svelarci il suo volto rimasto impresso sulla superficie riflettente. Tra le mani di Giulia appare un piccolo vaso con una primula su cui è posata un’ape, un omaggio al festival di Tuscia in Fiore in cui l’opera è stata presentata, ma anche un invito a riconoscere l’impalpabilità della bellezza e il potere vitale della leggerezza.
Scrivi un commento