Le opere di Mirella Rossomando ci portano frequentemente in fuori luoghi. Ci può capitare di ritrovarci a camminare su immense scacchiere, ritrovando trappi e maschere abbandonati e incontrando uomini e donne che sembrano provenire da altre epoche. Sono dimensioni oniriche che ci ricordano quanto i luoghi del nostro quotidiano possano diventare elementi costituenti dei fuori luogo della nostra immaginazione.

SPAZIO SOSPESO  è l’opera presentata per al RomeArtWeek2025 al Giardino di Nina nell’ambito della mostra Fuori Luogo.
E’ la sospensione del tempo in uno spazio immaginario dove ritroviamo simboli di un femminile materno: la cicogna con il suo nido, una grande conchiglia e un bucato steso. Non vediamo esseri viventi ma scorgiamo le loro tracce, immaginando, forse una donna, che ha steso i panni e presto tornerà a raccoglierli. E’ l’immagine di una cura silenziosa, invisibile ma presente. Un luogo in cui compaiono simboli di vita in potenza. Il nido, come luogo di gestazione, così come la conchiglia, si mostrano come luoghi di interno più che “fuori luogo”, spazi potenti proprio per la loro capacità generatrice. Ciò che appare come un fuori luogo è lo spazio esterno, il setting onirico che si presenta come una sorta di non luogo. In che mondo daremo vita ai nostri figli? Sembra chiedersi l’artista in un tempo di sospensione. Che futuro li attende? Ha senso continuare a procreare? Eppure la Natura, con la sua caparbia volontà va avanti. E anche quando tutto sembra orientarsi verso una negazione di accoglienza e ospitalità continua a generare vita.