Ogni elemento dell’universo è in uno stato costante di vibrazione. Questo è il punto di partenza della ricerca creativa di Sergey Filatov, che utilizzando le energie sottili delle onde sonore scolpisce nell’etere.

Profondo conoscitore della cultura indiana e delle filosofie orientali Sergey Filatov ha passato diversi anni in India tra monasteri e ashram. Qui ha approfondito una ricerca spirituale e concettuale sugli aspetti legati alla natura del suono, il Naad, l’armonia vibrazionale attraverso la quale l’universo può essere sperimentato.

Non è un caso che la genesi dei tre grandi monoteismi, come quella di diverse altre religioni, veda nel suono l’energia primaria che ha dato origine all’universo. La scienza del Naad si basa proprio sull’analisi del modo in cui le vibrazioni sonore influenzano la materia.

Tight Sail, detail

Da questi studi Sergey Filatov va sviluppando una ricerca sul suono concepito come forma sensorialmente percepibile dell’energia vibrante del cosmo. Tutto vibra nella creazione manifesta, anche gli oggetti apparentemente statici e inanimati. La sfida dell’artista russo è dunque quella di rendere manifesta la vibrazione contenuta nel mondo minerale.

Le emanazioni provenienti dai corpi sottoforma di suono non sono visibili, ma alcune di esse, quelle comprese tra i 20 e i 20000 hz, rientrano nel campo uditivo dell’essere umano e sono per questo consapevolmente percepibili. Il suono diventa dunque l’immagine uditiva della vibrazione dell’oggetto.

Sergey Filatov performing at the vernissage

Nato e cresciuto in una famiglia di artisti Sergey Filatov ha conseguito due laure, una in arte e l’altra in ingegneria. Dall’unione di questi due aspetti dello scibile umano, apparentemente contrastanti, ha sviluppato una ricerca personale che coniuga il mondo sensibile con intuizioni artistico filosofiche. Partendo dalla materia più elementare e pesante, quella che compone il regno minerale, e seguendo le sue ferree regole fisiche, raggiunge la dimensione senza peso delle onde sonore indagando sulle energie sottili.

Fractal Chimes, detail

Il risultato di questa ricerca sono installazioni visive di raffinata eleganza e gusto minimal, create utilizzando lastre di metallo, dischi, sfere e aggiungendo a questi elementi alcuni sensori e piccole casse di risonanza. Tra sensori, casse ed elementi metallici si crea una circolarità sonora che rende accessibile ai nostri sensi la manifestazione delle energie vibratorie che collegano gli esseri tra loro, siano questi animati o inanimati.

Subtle Connection, detail

Passando vicino a un’installazione, la presenza dell’ospite di una mostra viene colta dal sensore e comunicata agli elementi metallici dell’installazione. Questi iniziano a muoversi vibrando e producendo suono che, amplificato dalle casse viene restituito allo spettatore sottoforma di esperienza uditiva.

Nel vivere questa relazione con l’opera qualcosa cambierà nell’osservatore che sceglierà di avvicinarsi, allontanarsi, chiamare qualcuno, o restare in osservazione… Il movimento, la stasi, la parola o il silenzio saranno nuovamente percepiti dal sensore e tradotti in una variazione di movimento interno all’installazione. La circolarità dell’energia vibrazionale è dunque resa manifesta, fisicamente sperimentabile e concettualmente comprensibile, attraverso un rapporto tra elementi animati e inanimati che con la loro presenza modificano l’ambiente circostante: il Contour.

 

Dal catalogo della mostra Sonocontour edito dalla Comel Edizioni