Acciaierie e industrie metalmeccaniche, treni merci e binari. Questo è l’ambiente e il panorama in cui si è andato formando lo sguardo dell’artista inglese Tony Charles, nato a Middelsburg, nel Nord Est dell’Inghilterra, area caratterizzata da una forte industrializzazione.
E’ come operaio metalmeccanico che l’artista fa il suo ingresso nel mondo del lavoro. Parallelamente sviluppa un interesse verso i materiali e la loro duttilità, verso i colori e le forme e decide quindi di seguire gli studi artistici presso l’Università di Newcastel conseguendo la laurea in Belle Arti nel 2001.
Da allora parte un’instancabile ricerca artistica e creativa che lo vede partecipare a diverse mostre personali e collettive inizialmente nel Nord Est inglese, e poi anche in Francia e Italia terra che da sempre lo affascina profondamente.

Tony Charles, still life unpainted

Nel 2011 fonda insieme ad un gruppo di artisti la Platfor A Gallery, una galleria dedicata agli sviluppi innovativi delle arti visive.
E’ situata sulla banchina del primo binario della stazione di Middlesburg, una location significativa che vede il panorama industriale delle acciaierie abbracciare e sorreggere i nuovi movimenti artistici traendone beneficio e al tempo stesso offrendo loro ispirazione e materiali. La sceta permette anche una notevole affluenza che in breve garantisce alla galleria prestigio e notorietà.

 

Platform A

Possiamo individuare nella rieaborazione delle Nature Morte il punto di partenza della ricerca creativa di Tony Charles che non tarda a dare un nome al suo processo investigativo sulla materia industriale:  Still Life Unpainted, Natura Morta S-dipinta. Con il verbo to unpaint (s-dipingere) Tony descrivere la tecnica di levare il colore attraverso il processo industriale della smerigliatura. L’opera emblema di questa fase è un’installazione di circa 70 estintori in alluminio e acciaio smerigliati e assemblati insieme in un rettangolo che ricorda la forma di un tavolo. Il richiamo al tavolo rettangolare è un aggancio all’idea di tavolo sul quale solitamente veniva posta la Natura Morta per essere riprodotta.

Tony Charles, flette sign

La natura morta di Tony Charles è un prodotto della quotidianità, creato dall’uomo, che condivide con le foglie e la frutta la caratteristica di non avere particolare valore, di essere quindi alla base nella scala delle immagini usate in arte, un po’ come alla base della società si trova la classe operaia metalmeccanica dalla quale l’artista proviene.
Importante tema del suo percorso artistico, presente fin dalle prime opere è la ricerca di un corrispettivo tra scelta stilistica, materiali e ambiente sociale.

Secondo passo della ricerca creativa di Tony Charles è l’indagine sull’astrattismo. Ancora una volta torna la tecnica della smerigliatura, ma questa volta il lavoro di togliere colore avviene su una superficie precedentemente dipinta dall’artista stesso. La creazione è un lavoro di colore geometrico, linee che di per sé potrebbero essere lavori astratti, ma che in realtà il nostro cervello traduce perché convenzionalmente utilizzate in segnaletica sia industriale che stradale. Su questo lavoro l’artista interviene con il suo strumento preferito: la smerigliatrice con la quale distrugge quanto appena creato!

Questo è il momento centrale della sua ricerca dove l’intento estetico appena compiuto attraverso il colore viene distrutto attraverso l’impulso del gesto. Lo strumento industriale convive con quello classico dell’artista, pennello e smerigliatrice, l’estetica così come la conosciamo si incontra con la mano operaia che graffia la superficie creando un’opera complessa in cui convivono gli opposti.
La ricerca di Tony Charles mira a scuotere la superficie per guardare oltre, svelare il segreto di quanto è nascosto, ma al tempo stesso desidera rivestire e adornare la stessa superficie. E’ una spinta alla ricerca di una genuinità, che non teme di mostrarsi con i suoi graffi, ma al tempo stesso non teme di adornarsi e impreziosirsi. La sua è un’indagine tra forma e sostanza, tra apparenza ed essenza.