Una foglia caduta sull’acqua ne sfiora la superficie e, prima di impregnarsi di umidità o di sollevarsi con una raffica di vento e tornare nell’aria, vive una dimensione di soglia, di liminalità. Nella mostra Liminal, James Fausset Harris ci porta silenziosamente ad osservare l’istante del limite, lo spazio in cui la definizione cambia, il luogo del passaggio. E’ un invito a restare in bilico tra un sopra e un sotto, tra livelli, ma anche tra un prima e un dopo, in quella sospensione impermanente che è l’attimo presente.

 

Dal marmo di Carrara bianco, a quello bardiglio grigio con le venature più scure, fino all’alluminio, il mondo minerale, nella sua forma solida, si presta per raccontare la dimensione liquida. In questa espressione tecnica possiamo individuare la manifestazione di un limen, un luogo in cui un’affermazione semantica si modifica: lo stato solido prende la forma del liquido.

Il Limen su cui lavora James è anche una soglia, un confine, una linea fisica, ma ancor più mentale che separa, e nel farlo esclude, elimina, qualcosa per dare spazio e attenzione al dettaglio che diventa centrale. E’ questo lavoro di attenta pulizia formale che porta l’artista a lasciare parte delle superfici apparentemente non lavorate, a cercare l’essenza focalizzandosi su una parte. Si tratta del riconoscimento di una serie di livelli tra i quali l’artista ne sceglie uno per poterlo conoscere intimamente e mostralo. Gli altri piani scompaiono, non per mancanza di importanza, ma per il sacrificio che ogni scelta comporta.


In un contemporaneo sovraccarico di stimoli, James Harris ci invita a togliere, a lasciare spazio, a osservare il dettaglio. Così la piccola venatura di una foglia prende forma rialzandosi. E in questa incurvatura scolpita nel marmo possiamo vedere la forza della determinazione della forma che emerge. E’ il gesto dell’artista, così come l’impulso vitale della natura. Lo stesso può dirsi per i disegni a matita dove James sceglie di concentrare la sua attenzione su ciò che rimane in secondo piano, tralasciando, volutamente, ciò che potrebbe essere considerato soggetto. Come per gli strati dell’epidermide anche un bosco è formato da una serie di livelli e l’artista sceglie di mostrarne uno solo. Non il primo che percepiamo, ma quello sottostante.

(testi di Dafne Crocella estratti dal catalogo della mostra Liminal edito dalla Comel Edizioni)

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