MIRELLA ROSSOMANDO2025-10-27T10:19:29+01:00

MIRELLA ROSSOMANDO

LA FORMAZIONE

“Non ho avuto preferenze per un maestro in particolare, ma studiando la storia dell’arte ho sempre trovato nelle diverse epoche suggestioni, interessi e stimoli per la mia ricerca”
Così Mirella Rossomando racconta la sua formazione che l’ha vista studiare in diverse accademie italiane tra cui l’Istituto d’Arte di Parma, l’Accademia Brera di Milano e le Belle Arti di Roma.
Una vita in viaggio tra mondi diversi, tra suggestioni e paesaggi, dove unico e costante punto fermo è stato la sua ricerca espressiva.
Insegnate d’arte e artista ha esposto in personali e collettive in Italia e all’estero, con un tratto che negli anni l’ha resa inconfondibile.

LA TECNICA

Agli inizi del Nuovo Millennio Mirella Rosomando ha iniziato a sviluppare una particolare allergia ai solventi per gli oli. Creativamente ha saputo trasformare quello che sarebbe potuto essere un ostacolo al suo lavoro nell’opportunità di elaborare una tecnica nuova.
Se i soggetti sono ancora quelli di ispirazione surrealista che hanno caratterizzato fin dall’inizio il suo lavoro, la tecnica ha trovato una nuova strada grazie all’uso dell’inchiostro di china.
Oggi le sue opere nascono dal nero intenso della china che a tratti prende densità e si carica di colori e a tratti si alleggerisce sfumando e dissolvendosi.
Ad accompagnare la china Mirella Rossomando è andata sviluppando una personale tecnica mista che l’ha portata ad arricchire i lavori di diversi materiali: oltre al colore, superfici argentee, inserti metallici, ma sopratutto collage di fotografie scattate dall’artista stessa, o frammenti di libri e riviste collegati al proprio vissuto.

LA RICERCA CREATIVA

La viva concretezza di forme note e la loro costante imprevista collocazione rendono il lavoro di Mirella Rossomando sicuramente legato ad un sentire surrealista. Cariche di immagini che assumono libera valenza simbolica le opere dell’artista catturano l’osservatore portandolo verso un mondo inconscio fatto di suggestioni e rimandi. Gufi, farfalle, alberi e conchiglie e tra queste espressioni di vita la donna, con i capelli al vento, spesso intrecciati in già svanite acconciature, segno del tempo che scorre tra pensieri e visioni. Donna, insetto, pianta o conchiglia sono tutti simboli dell’unica essenza vitale che permane ogni essere senza distinzione gerarchica, manifestazioni apparenti dell’essenza vistale del mondo.
È il susseguirsi discontinuo di questi segni, delle tracce della vita sulla terra, che animano il perpetuo racconto dell’artista, portando l’osservatore ad una consapevolezza più alta.
Con coraggiosa chiarezza e ferma lucidità Mirella Rossomando racconta di vite che si intrecciano, di oggetti quotidiani che prendono consistenza, di nature che tutto sono fuorchè morte. In un fluire di vite e percezioni dove il reale  sensibile emerge come estetica superficiale, Velo di Maia, di una verità più profonda.
Leggere l’opera di Mirella Rossomando equivale ad entrare in un modo privato che se da un lato parla dell’intima storia personale di una vita, dall’altro si apre all’essere umano moltiplicando le possibilità di lettura. Così l’opera si apre a molteplici interpretazioni, i simboli ricorrenti non sono univoche chiavi di lettura, ma l’artista desidera espressamente che ognuno possa avvicinarsi al suo lavoro e leggerlo liberamente secondo il proprio vissuto.
Il classicismo presente nelle forme, nelle linee pulite che sicuramente dimostrano la padronanza della tecnica, diventa superficie di confine, contenitore estetico del richiamo verso un modo dove le esperienze sensoriali, come noi le conosciamo, non esistono.

FEATURED ARTWORK

DALLA FORMA AL METALLO

Dopo decenni di lavoro pittorico con raffinati soggetti ricchi di simbolismi, Mirella Rossomando ci propone un nuovo sguardo. Sceglie di non lavorare più su soggetti figurativi e sospende la tecnica pittorica e di disegno a china a cui ci ha abituati negli ultimi anni. Dalla forma si passa così all’informale, che non è astrazione dalla forma precedente, ma nuova ricerca legata a nuovi stimoli creativi, proposta di un nuovo vocabolario di interazione tra osservatore e opera.

Si vanno così formando lavori in alluminio, acciaio, ottone, rame, argento creati principalmente da composizioni di lastre, intrecci di fili, interventi di piccoli inserti metallici. Opere che da meno di dieci anni sono iniziate ad apparire con sempre maggior frequenza nella produzione di Mirella.

 

Le forme, con l’eccezione dell’opera Pensiero, sono principalmente quelle sferiche o rettangolari, quasi a volerci suggerire un ritorno alle origini, ai primi segni. E tra queste emerge l’intreccio collegato al cerchio, una esplicita suggestione legata al mondo dei Nativi Americani con i loro acchiappasogni. Le riflettenze dei metalli e in particolare la simbologia degli ori ci conducono così alla ricerca di un sogno che a volte è miraggi, riflesso, illusione, altre promessa, ma sempre circondato da mistero. Nonostante la presenza di diversi inserti metallici e un’accurata lavorazione molte opere tendono verso un minimalismo che ci porta a un’astrazione, non tanto formale quanto piuttosto concettuale.

Dopo aver narrato storie, illustrato biografie, cercato suggestioni nel mondo del mito e in quello del contemporaneo, Mirella Rossomando sembra voler sospendere una narrazione che forse sente troppo descrittiva, didascalica, limitante verso il movimento immaginativo sia dell’osservatore che dell’artista.

I riflessi dorati, rosei, argentei delle opere sembrano rivolgersi ora all’osservatore chiedendogli un’interazione più profonda, risucchiandolo al loro interno, deformandolo e invitandolo a un viaggio senza guida turistica: quello che vedrai sarà ciò che vuoi e sai vedere, esattamente come nei sogni. Ne usciamo con un nuovo senso di consapevolezza e di fiducia nel potenziale espressivo autodidatta che ognuno inevitabilmente porta con sé.

CONTATTI ARTISTA

Mirella Rossomando vive e lavora a Roma.
È parte del Collettivo degli Artisti di Monte Mario.

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