Attraverso la sua ricerca artistica Antonella Fiorillo ha sempre la capacità di condurre l’osservatore a vivere un’esperienza, a penetrare attraverso l’osservazione e entrare nel territorio del dubbio. Qui i parametri di ciò che consideriamo normale sono alterati, messi in discussione. Eppure nulla è portato a livello didascalico, niente viene effettivamente “discusso” razionalmente. E’ un invito il suo, un tendere la mano e condurre silenziosamente e rispettosamente nel territorio dell’incertezza.

Qui ognuno ascoltando i propri silenzi potrà sperimentare la sensazione del relativismo dell’esperienza umana. Attraverso una poetica di gesti nella mostra Etichette DOC Antonella Fiorillo ci porta con sé attraverso il percorso dell’ago.

Con un filo di sutura nero l’artista cuce tra loro le parole sottolineate di un vecchio libro. La scelta del testo non è casuale, si tratta di un testo sui Casi Clinici di Freud trovato in un mercatino dell’usato e ricco di sottolineature.

I Casi Clinici di Freud sono colonne portanti per le definizioni delle psicosi, sono lo strato di colla per le etichette da attaccare a quanti assumono atteggiamenti inusuali. L’anonimo lettore, sottolineando il testo, raccoglie le sue etichette, i punti che ritiene maggiormente interessanti. A questi si unisce l’artista che ricama scampoli di frasi raccolte da conversazioni di quarantena.

 

Il tutto viene ricucito con il filo nero di sutura. Un gesto che ricorda quello medico chirurgico del riassemblare un corpo danneggiato. Un gesto che l’artista ci consegna attraverso un video in cui in silenzio la sua mano racconta la trama tra i disagi di ieri e quelli di oggi e l’affida al titolo dell’opera “Cos’è normale?”

Il risultato è un’opera che collega generiche definizioni dei disagi, così come vengono catalogate dalla psicologia clinica, a frammenti di vita quotidiana in un momento difficile come quello della quarantena.

L’interrogativo che titola l’opera, più che una domanda appare come una dichiarazione, un invito a restare nel dubbio, a non riempire di etichette ciò che la ragione non comprende.

>> Antonella Fiorillo nella mostra Come Fiori in Città per la RAW 2019