Ilaria Ciancamerla, in arte wea_0style è una giovane pittrice, cantante e musicista del panorama contemporaneo romano. Ricca di suggestioni e contaminazioni tra le diverse discipline sceglie una pittura densa, fortemente cromatica, dove l’immagine prende forma con la carica che contraddistingue l’arte pop. I ritratti emergono dalla carta riportandoci con la mente verso il cromatismo di Andy Warhol e i più recenti lavori di Shepard Fairey, Obey the Giant.

wea_0style al lavoro nell’atelier condiviso

A questi si affianca il collage, utilizzato come tecnica capace di raccontare le contraddizioni della nostra società mettendo insieme elementi incongrui in un ossimoro visivo.

Non manca la scelta compositiva dell’installazione quale contenitore di racconti che con essi dialoga.

L’indagine di wea_0style sul tema della follia e dei disturbi psichiatrici si sofferma sull’ambiente della famiglia, luogo di contraddizioni e violenze troppo spesso celate.

Kitchen

La cucina collocata al centro dell’installazione racconta lo spazio domestico di relegazione della donna. A questo fanno da contorno due lavori in collage che rappresentano la famiglia a tavola. Il momento dei pasti diventa il momento in cui viene consumata la violenza della sopraffazione androcentrica.

Sulla parete a fianco appaiono i lavori pittorici. Quattro opere che raccontano in senso cronologico la storia di quattro donne che hanno saputo ribellarsi alle imposizioni di genere. La prima, Rose Bonheur, pittrice francese di fine ‘800, segue Emmeline Pankhurst, suffragetta inglese. Winnie Mandela, moglie di Nelson e attivista contro l’apartheid è al terzo posto con il pugno chiuso ed infine Sadaf Khadem, prima pugile iraniana a salire sul ring sfidando la legge islamica che lo vieta. Donne in dialogo con l’immaginaria casalinga davanti al fornello, pronte a portare un esempio di femminile alternativo, forse a rincuorarla raccontandole che nessuna battaglia è persa.

Emmeline Pankhurst

L’ambiente domestico e la donna diventano elementi centrali della percezione della follia nell’opera di wea_0style. La famiglia è rappresentata come culla della pazzia e dei disturbi psichici in quanto struttura di coercizione e di tacita accettazione della violenza, dipinta da buona parte della politica come luogo di trasmissione di valori.

Sadaf Khadem

La famiglia è un tema ampio e sfaccettato nel quale la pazzia indubbiamente rientra, sia da un punto di vista medico che sociale, politico e non in ultimo burocratico come elemento chiamato a raccogliere nuovamente il disturbo psichico.