Nata a Roma ha studiato arte fin da giovanissima specializzandosi inizialmente in discipline grafico visive e poi approfondendo il disegno presso la Scuole Internazionale Comics, fotografia e aerografo.

Frequenta il corso professionale di tatuaggio e piercing, presso la Fashion Look Academy, e comincia a lavorare come prima come disegnatrice e apprendista in vari studi di Roma, per finire da Ink Stream, diventando una vera e propria tatuatrice artistica sotto la direzione del Maestro del realismo Daniele Caruso.

La ricerca sul tatuaggio è profonda e legata al significato ancestrale dei riti di passaggio. Disegnare sulla pelle è quindi un gesto non solo decorativo, ma principalmente e più profondamente evocativo. Nel suo disegno è presente una profonda capacità di ascolto e di elaborazione. Il vissuto come il visibile diventano agganci dai quali si sviluppa la trama della sua narrazione personale. Qui il rosso e il nero sono tonalità che tornano frequentemente, sottolineando un gusto gothic che dalla ricerca cromatica si muove verso il figurativo floreale dead and roses.

Parallelamente alla tattoo art Lola Poleggi si occupa di street art legale, partecipando a diversi eventi collettivi nella Capitale.

Nella ricerca artistica di Lola Poleggi emerge una corrispondenza tra corpi e città, entrambi contenitori di storie narrate sulla pelle, come sui muri, dalla mano dell’artista.

 

La guerra la combatti bene soltanto dove tra le punte delle lance intravedi

una bocca di donna, e tutto, le ferite il polverone l’odore dei cavalli,

non ha sapore che di quel sorriso

Italo Calvino – Il Cavaliere Inesistente

 

Il lavoro presentato da Lola Poleggi alla mostra Come Fiori in Città ha la leggerezza del profumo dei fiori e al tempo stesso la serietà profonda di chi sa rispettare le radici. Sono quattro opere, due oli su tela e due lavori su carta. In tutte è evidente la presenza della natura e dei fiori che interviene come ornamento del quotidiano, sia come fioritura urbana che come potenza umana.

Raccogliendo le storie nascoste tra muri, inferiate urbane e corpi, Lola mette in luce una sua capacità di ascolto mossa da empatia e rispetto che sa accogliere il profondo liberandone il profumo: la rosa rossa in bocca al teschio.

>> Lola Poleggi nella mostra La Maschera Dipinta